Installazione del POS e detraibilità delle spese mediche

L’art. 23 del decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124 aveva previsto – a decorrere dal 1° luglio 2020 – che, nei casi di mancata accettazione di un pagamento, di qualsiasi importo, effettuato con una carta di pagamento (carte di debito e carte di credito), da parte di un soggetto obbligato, si applicasse nei confronti del medesimo soggetto una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari a 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione per la quale fosse stata rifiutata l’accettazione del pagamento.

Tuttavia, in sede di conversione con legge 19 dicembre 2019, n. 157, la disposizione in esame (l’art. 23), è stata soppressa.

Attualmente rimane quindi in vigore la normativa precedente: il possesso del POS (Point Of Sale) è obbligatorio ma se il soggetto non lo possiede non incorre in sanzioni, motivo per cui molti hanno deciso, per il momento, di non installare il POS (rectius, non accettare i pagamenti con carta di credito/debito), anche per risparmiare sui costi di gestione. Tuttavia, una delle novità più importanti della Legge di Bilancio 2020 – quella che riguarda la detraibilità dalla dichiarazione dei redditi delle spese mediche – condizionerà, inevitabilmente, la scelta delle modalità di pagamento delle prestazioni sanitarie da parte dei pazienti e, conseguentemente, “obbligherà” i medici ad installare il POS e ad accettare i pagamenti con carta di credito/debito (nonostante i costi di gestione).

Esattamente, la legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020), con il comma 679, art. 1, ha introdotto l’obbligo di utilizzare un metodo di pagamento tracciabile al fine del riconoscimento della detrazione del 19% degli oneri indicati nell’art. 15, TUIR e in altre disposizioni. Il successivo comma 680 individua alcune eccezioni a tale regola. Il nuovo obbligo opera per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2020. Il testo della disposizione circoscrive quindi l’obbligo di utilizzare un metodo di pagamento tracciabile a tutti gli oneri: – per cui è prevista la detrazione del 19%; – indicati all’art. 15, TUIR e in altre disposizioni.

L’obbligo non opera quindi, ad esempio, per le spese deducibili previste dall’art. 10, TUIR (salvo che non sia già contemplato dalla norma, come accade, ad esempio per la maggior parte delle erogazioni liberali). Anche con riguardo alle detrazioni, la disposizione non si applica alle spese per cui è possibile beneficiare: – di una percentuale di recupero diversa dal 19% (si tratta, in genere, di quegli oneri per cui è già richiesta la tracciabilità del versamento); – una detrazione di tipo forfetario (ad esempio per i canoni di locazione). Si tratta di un obbligo che, se non rispettato, preclude il riconoscimento della detrazione.

La detrazione IRPEF del 19% degli oneri di cui all’art. 15, TUIR, è riconosciuta quindi soltanto se la spesa è sostenuta mediante sistemi di pagamento tracciabili, quali: – bonifici bancari o postali; – carte di debito, di credito e prepagate; – assegni bancari e circolari.

È esclusa la detrazione nel caso di pagamento in contanti. Il comma 680, art. 1, Legge di Bilancio 2020, tuttavia, ammette la possibilità di pagare con strumenti non tracciabili (contanti), senza il venir meno del beneficio: – i medicinali e i dispositivi medici; – le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Il nuovo obbligo di tracciabilità non si applica pertanto all’acquisto di: – medicinali (si ritiene che sia da intendere nella più ampia accezione, che comprende farmaci “da banco”, anche omeopatici, preparazioni galeniche e ticket sanitari; tuttavia, poiché la norma individua la categoria generica dei “medicinali”, al loro interno si ritiene possano essere ricompresi anche i medicinali o farmaci veterinari, anche se con una recente Circolare, Federfarma ha comunicato che sono attualmente in corso approfondimenti per quanto riguarda l’acquisto dei farmaci veterinari, per i quali è stata chiesta un’interpretazione “estensiva” della disposizione derogatoria ai Ministeri competenti); – dispositivi medici: prodotti, apparecchiature e strumentazioni che rientrano nella definizione di “dispositivo medico”, che sono dichiarati conformi con certificazioni/attestati di conformità e che riportano la marchiatura CE, in base alle direttive europee di settore; – prestazioni sanitarie che siano rese da strutture pubbliche o private accreditate al SSN (possono essere ricomprese tutte le prestazioni sanitarie detraibili, purché esse siano eseguite in una struttura pubblica o, comunque, in una struttura privata accreditata al Sistema sanitario nazionale). Si noti che le spese mediche non comprese nell’elenco di cui sopra rimangono soggette al nuovo obbligo di tracciabilità. Si pensi, ad esempio, ai seguenti casi: – prestazioni rese da liberi professionisti sanitari che esercitano privatamente non in strutture accreditate al SSN; – prestazioni sanitarie rese in strutture non accreditate al SSN; – prestazioni di assistenza generica per il soggetto disabile (o anche specifica, se prestata al di fuori dell’ambito del SSN); – spese per la deambulazione, locomozione e sollevamento e i sussidi tecnici e informatici per facilitare l’autosufficienza del soggetto disabile, a meno che non si tratti di dispositivi medici; – acquisto di autoveicoli per il soggetto disabile; – acquisto dei cani guida. Dall’analisi del disposto normativo emerge infatti che per tutte queste categorie opera l’obbligo di pagamento con modalità tracciabili ai fini della detrazione.

La norma dispone che, per l’esonero dall’obbligo di tracciabilità del pagamento, la struttura in cui è resa la prestazione sanitaria debba essere pubblica oppure privata accreditata al Servizio sanitario nazionale. Dal tenore letterale della norma, non è richiesto che la prestazione sia effettuata nell’ambito del SSN (e quindi accedendo con ricetta medica). Sembra quindi che il contribuente che si rivolge ad una struttura accreditata, fruendo di una prestazione al di fuori dell’ambito del SSN, non sia obbligato ad utilizzare un metodo di pagamento tracciabile.

Dott. Avv. Angelo Parente Consigliere ODCEC Caserta

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