Pubblichiamo all’interno del nostro blog l’articolo redatto da ASIO in risposta all’inchiesta di Repubblica “Dentisti, salvarsi dalla crisi” pubblicata in prima pagina sul quotidiano del 6 gennaio 2012, e che porta la firma di Michele Bocci.
L’inchiesta di Repubblica “ Dentisti, salvarsi dalla crisi “ a cura di Michele Bocci sta facendo discutere l’intera categoria dei professionisti che operano nel settore odontoiatrico.
A.S.I.O interviene per precisare alcuni passaggi: nel testo si fa riferimento alcune volte al termine salute. La salute, secondo la definizione dell’OMS è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità.” (OMS, 1948)
La salute, nel concetto dell’OMS, è la soddisfazione delle personali necessità fisiche psicologiche e sociali. Il ben-essere diventa così un concetto soggettivo, che a seconda dei propri valori, della propria cultura e del contesto in cui si vive cerca di raggiungere questo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. La salute non è più lo stato di assenza della malattia è radicalmente cambiato il suo concetto. La salute è un processo dinamico di equilibrio, di costante adattamento con l’ambiente che ci circonda.
Il modo di percepire la realtà da parte di una persona influenza il suo stato di salute. Per questo, nel 2012 i miglioramenti estetici e le terapie preventive vengono considerati interventi finalizzati alla salute.
Ogni medico presta il Giuramento di Ippocrate, che nella formula moderna inizia con “Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:
… di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
…. di promuovere l’alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l’arte medica;
…. di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico;
Questi sono i medici di ASIO, professionisti che rispondono a se stessi, alla propria formazione, alla propria cultura e che operano nel rispetto del Giuramento di Ippocrate e della Legge. Sui temi dell’etica e della deontologia si è tenuta la 2° Conferenza Programmatica di ASIO e da tempo ASIO ha avviato una importante campagna immagine sul WEB, diretta al cittadino, per spiegare la figura professionale dello Specialista In Ortodonzia, un professionista che dopo la Laurea in Medicina e Chirurgia o dopo la Laurea in Odontoiatria, ottiene, a seguito di tre anni di Corso di Specializzazione il titolo di Specialista in Ortodognatodonzia. Otto anni di impegno e studio per affrontare il complesso apparato stomatognatico e per trattare con competenza le problematiche stomatognatiche con l’impiego di diverse tecniche e strumenti tra cui l’apparecchio ortodontico.
Per quanto riguarda l’utilità o meno dell’apparecchio, stupisce che in un’inchiesta si affermi che “Secondo qualcuno questo strumento è spesso inutile per i bambini perché molti problemi si risolvono da soli con il tempo.” Perché qualcun’altro invece, ha dedicato una vita allo studio e all’applicazione di questi strumenti (Angle, Tweed, Ricketts) ; ma non è questo il tono che ASIO si aspettava un’inchiesta di Repubblica, pensando che un’inchiesta dovesse essere un atto di serio approfondimento e fornire argomenti utili e contraddittori utili per le scelte dell’utente finale, il lettore.
Si prosegue nell’inchiesta: “L’ apparecchio serve a prevenire problemi di cattiva occlusione che possono portare tra l’ altro a dolori alla testa o al collo. Ma può servire anche per motivi esclusivamente estetici.”
ASIO vuole precisare che l’apparecchio è uno strumento e come tale senza la competenza del professionista serve a poco. E’ lo Specialista in Ortodonzia il valore aggiunto dell’apparecchio. Apparecchi ce ne sono tanti e bene lo sanno le aziende del settore che mettono a disposizione strumenti sempre più precisi e validi nel sostenere e realizzare i traguardi terapeutici che il professionista pone per il benessere del suo paziente. Stabilire un traguardo terapeutico è parte di un processo di contatto e tra il paziente ed il professionista e di cura del paziente.
E se il paziente ha una necessità o una richiesta estetica va accolta e soddisfatta, se possibile, perché stare bene con se stessi è una delle componenti del moderno concetto di salute e benessere.
Lo Specialista in Ortodonzia visita pazienti adulti e molto spesso pazienti in crescita. Nei pazienti in crescita non è raro che monitorizzi il processo di crescita, in attesa del momento ideale per l’applicazione dell’apparecchio, in modo che lo strumento venga applicato nel momento in cui le forze possano agire nel migliore dei modi, con il minor costo biologico per il paziente e il massimo risultato. L’ortodonzia è un processo di cura, si ottengono risultati in un certo tempo e gli spostamenti avvengono in un arco temporale, durante il quale lo Specialista, ha la possibilità di ottemperare “all’alleanza terapeutica con il paziente, fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione” per accompagnare il paziente e il suo contesto (la famiglia) al traguardo terapeutico.